Nonostante sia nato in Europa con Alone in the Dark, quello dei survival horror è un genere che ha conosciuto la sua massima fortuna in Giappone. Tra i nomi di rilievo ci sono sicuramente da segnalare il truculento Resident Evil (che ha fatto la strada all’opposto rispetto al solito, nascendo come videogame e diventando poi anche film) ed il misterioso Resident Hill (che arriverà presto nelle sale cinematografiche) ma un posto di rilievo lo ha conquistato anche la serie Project Zero di Tecmo.
Quest’ultimo, rispetto agli altri titoli appena citati, ha virato verso un’estetica ed una meccanica di gioco più raffinati e meno legati agli stereotipi del genere, proponendo sempre una (o più di una) protagonista femminile e, come unica “arma” a disposizione con cui combattere gli spiriti (niente truculenti zombie quindi…), una macchina fotografica. Dopo i primi due episodi apprezzati da critica e videogiocatori, è arrivato anche in Europa il nuovo episodio della serie dal sottotitolo The Tormented che vede come protagonista la bella fotografa Rei Kurosawa, una giovane donna perseguitata dalla visione nei suoi incubi del defunto fidanzato, morto in un incidente stradale mentre lei stessa era alla guida.
Il gioco si divide sostanzialmente in due parti: in una si vivono gli incubi notturni di Rei, che molto hanno in comune con i capitoli precedenti della serie, mentre di giorno la protagonista, in compagnia della sua assistente Miku, si trova nella sua casa, dove comunque il suo ragazzo defunto lascerà ben più di un segno-indizio della sua presenza nel mondo reale.
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Project Zero 3 ricalca il classico schema del survival horror con un sistema di controllo un po’ inerziale e, in più con il marchio di serie del titolo ovvero l’utilizzo di una “semplice” macchina fotografica per catturare i maligni ectoplasmi. Un’altra caratteristica presente sin dal primo capitolo è l’uso molto elaborato del force feedback del joypad che evidenzia i momenti di maggiore climax e coinvolgimento emozionale della storia sfiorando per certi versi il sublime, con pause ed aumenti di vibrazione del controller in perfetta sincronia con l’azione presente su schermo.
The Tormented riconferma anche dal punto di vista sonoro la pregevolezza dei capitoli precedenti, con i dialoghi interpretati in modo cinematografico e tracce musicali capaci di accompagnare nel migliore dei modi il saliscendi emozionale degli incubi di Rei. Visivamente, la produzione di Namco non sorprende più di tanto per la fredda tecnica quanto per l’uso di vari filtri cromatici e per quello delle “camere” fisse piazzate sempre nel posto giusto per creare il classico effetto del “vedo non vedo” come vuole la tradizione del terrore visivo. Project Zero 3, se pur non si discosti troppo nelle meccaniche ludiche dei sui predecessori, conferma l’eleganza e la raffinatezza della serie sotto il profilo estetico ed è un titolo da consigliare a chi ama rabbrividire davanti alla TV senza bisogno che sgorghino litri di sangue e senza la presenza di truculenti essere mostruosi di varia forma e specie.