Fin dagli albori del medium videoludico, si sono create affinità e idiosincrasie tra generi e piattaforme di gioco. Su console a farla da padrone sono sempre stati i titoli più immediati e d’azione mentre su PC, buona parte della produzione software ha puntato sugli shooter in prima persona, i giochi di strategia (soprattutto in tempo reale), i gestionali di vario genere, le avventure grafiche, ovvero tutti quei generi meno inclini alle console.
Nell’era della globalizzazione e di varie forme di convergenza, anche il mondo dei videogiochi non è stato certo a guardare tali fenomeni ed il limen tra software indirizzato a console e computer ha iniziato ad essere sempre meno chiaro come mai fino ad ora. Una piacevole testimonianza di questo fenomeno è Devil May Cry 3, arrivato su PC in versione “special edition” (il che sta a significare una serie di extra e modalità aggiuntive rispetto all’originale) a distanza di un anno dalla sua prima uscita su Playstation 2.
Il gioco di Capcom (ma distribuito in Europa da Capcom insieme a Onimusha 3 e al prossimo Resident Evil 4) è indubbiamente uno dei migliori action games mai usciti fino ad oggi, oltre a presentare una estetica multimediale tanto kitsch da essere diventato una sorta di cult. Basta pensare a qualsiasi stereotipo all’interno del cinema action-fantasy e tali elementi saranno rintracciabili in DMC3: chitarroni elettrici di sottofondo, spadoni di misure sproporzionate, presenze demoniache, duelli all’ultimo sangue conditi da legami parentali impropri, materializzazioni dell’entità mortifera. E la lista potrebbe continuare quasi all’infinito.
Il titolo, sotto il profilo narrativo è un prequel (altro trend piuttosto abusato prima al cinema e poi nei videogiochi) e narra le peripezie del giovane Dante, protagonista di tutti gli episodi della serie, più “truzzone” e smanierato che mai alle prese con un suo fratellastro piuttosto “cattivo” e con altri personaggi inediti che danno finalmente una risposta alle tante domande che si sono venute a creare dopo aver giocato al primo e secondo episodio.
Con DMC 3 siamo sicuramente di fronte all’apice del genere action, con la piacevolezza di dover eliminare i nemici con stile e coordinazione per avere maggiore punti bonus oltre a dover adottare le mosse giuste quando ci si troverà al cospetto dei demoni più cruenti. L’unica perplessità nasce da un sistema di salvataggi assolutamente fisso che potrebbe lasciare un po’ interdetti i giocatori di ultima generazione e gli utenti più tipicamente "PCisti" abituati al tasto del “Quicksave” da premere in modo quasi inconsulto.