Undici anni: un tempo di attesa record per un videogame. Eppure ci è voluto oltre un decennio (e tanti passaggi di consegne...) per mettere finalmente le mani sulla versione definitiva di Prey, sparatutto in prima persona che coniuga le tradizioni del genere ad alcuni interessanti spunti innovativi.
L'opera di Human Head Studios rielabora il filone "sci-fi" contaminandolo di alcuni elementi "fantasy" dovuti alla presenza di un nativo americano come protagonista della vicenda che riscoprirà le antiche arti mistiche del suo popolo a cui mai aveva creduto.
L'incipit narrativo della produzione di 2K Games è veramente coinvolgente: il nostro alter ego pelle rossa è nel pub della sua ragazza. Tra un diverbio con alcuni avventori del locale e le solite discussioni con la sua donna, si iniziano a sentire strani rumori e vedere luci molto forti provenire dal cielo. E' l'inizio di una invasione extraterrestre in piena regola che sotto il profilo cinematografico si può considerare come un crossover fra le atmosfere de La Guerra dei Mondi e quelle di Star Trek (in particolare riferendosi ai Borg).
Prey non presenta alcuna scena non interattiva: anche l'incredibile trasbordo dalla terra alla gigantesca astronave, ci darà modo almeno di muovere la telecamera (sempre in prima persona) e guardare verso ogni direzione. Un'ottima scelta che coniuga elementi dei medium cinematografici e videoludici per un risultato d'insieme capace di trasformarci contemporaneamente in registi-spettatori-giocatori in modo assolutamente coinvolgente.