Con Dawn of the Dead, George Romero realizzò il suo capolavoro cinematografico, un'opera ricca di spunti estetici ma anche (e forse, soprattutto) una critica sociale dirompente che forse non tutti gli spettatori della sua pellicola recepirono in toto. Di certo, il regista americano mai avrebbe immaginato che i suoi zombie sarebbero divenuti un'icona della produzione videoludica contemporanea, in particolare della software house nipponica Capcom.
Dopo l'incredibile successo della serie di Resident Evil, il grande salto nella "next generation" viene compiuto con Dead Rising, un vero capolavoro nonché omaggio evidente a Mister Romero. Si potrebbe scrivere a lungo dei grandi meriti ludici di Dead Rising, del suo essere una elaborata sintesi delle coordinate di tre generazioni di videogiochi differenti ma in questo ambito, è doveroso omaggiarlo per la sua dirompente carica estetica e suggestiva capace di sprigionarsi nel corso dell'esperienza interattiva.
La vicinanza con il masterpiece di Romero sono palesi ed evidenti, tanto che la stessa software house si è sentita in dovere di scrivere sulla copertina che non ci sono collegamenti diretti con l'opera del regista. Ma Dead Rising è il vero figlio legittimo di Dawn of the Dead tanto che tutta l'azione di gioco avviene proprio in un grande centro commerciale dove un manipolo di soggetti si barrica ai piani alti per tentare di resistere ad una massa affamata di zombie.
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Dead Rising è figlio anche di questa nuova generazione di console: solo la potenza di queste nuove macchine infatti poteva permettere ai programmatori di creare ambienti di gioco così affollati da zombie lenti ed impacciati ma imprevedibili nelle azioni e nei piani di attacco. Il gioco, grazie ad un particolarissimo sistema di salvataggi, è intriso di una tensione continua tra la necessità di maciullare i morti viventi per rendere il nostro personaggio più forte e quella di non farsi mordere dalle fauci degli zombie, desiderosi di carne fresca.
Dall'opera di Romero, Dead Rising riprende anche una carica ironica tendenzialmente necessaria per una produzione simile ed anche un pizzico di riflessione socio-politica ma limitandosi a qualche riferimento in alcune scene di intermezzo. La tradizione nipponica di "copiare" e rendere migliore quello che altri in occidente avevano realizzato prosegue con Dead Rising tramite un'opera di traduzione dal medium filmico a quello videoludico di valore letteralmente sublime.