Un uomo solo, un prescelto, salverà il mondo che si sta velocemente ottenebrando in virtù della vittoria delle forze del male su una razza umana ridotta alla corruzione e all’inedia. Più o meno questo plot di base rifornisce da qualche anno quasi tutti i fantasy che poi puntualmente approdano al cinema, confidando nei successi di Harry Potter o del Signore degli Anelli. Anche stavolta non si fa eccezione, neanche se il prodotto viene dalla gloriosa Russia, purtroppo l’omologazione è un fatto compiuto.
Andiamo avanti. Si tratta soltanto di rideclinare un discorso vederne quali varianti sono state apportate e appurarne il funzionamento. Il prescelto lo troviamo bambino, felice ed amato dai genitori, ma subito giungono dei predoni che distruggono l’intera comunità. Tutti. Tranne lui. Che ritroviamo di colpo vent’anni dopo mentre cerca di fuggire da una miniera in cui doveva lavorare come schiavo.
Trova strada facendo dei compagni di strada, tra cui un mago cieco, un predicatore che salva dall’impiccagione, una ragazza, a cui si aggiungerà la principessa di Gavirath, il posto in pericolo, una sorta di capitale di quelle lande desolate. Il compito è ovviamente di distruggere le forze del male sottoforma di un uomo mascherato. Scene spettacolari ce ne sono, paesaggi meravigliosi anche, c’è anche un pipistrello che segue l’eroe e lo aiuta anche a combattere contro gli stolti servitori del maligno. Di più non si può dire di questo film d’azione in cui le ragioni e le vicende dei personaggi risultano tanto poco approfondite da essere poco più che delle figurine.