La vicenda sentimentale tra Massimo (Nicolas Vaporidis), di professione becchino e leader di una rock band in cerca di successo, e Jing (Valentina Izumì) che di cinese ha solo gli occhi e la famiglia, affronta in modo divertente e leggero il tema della diversita tra due mondi e due culture apparentemente inconciliabili. Attraverso un.esilarante commedia degli equivoci, scopriremo che di fronte al desiderio e all.amore, le barriere culturali non esistono. Questa, in estrema sintesi, la trama di Questa notte è ancora nostra, diretto da Luca Miniero e Paolo Genovese. "La cosa che ho scoperto è come tanti ragazzi della comunità cinese di Roma sono più romani di me e Valerio Mastandrea e, al tempo stesso, però, vivono come in un limbo sospeso tra due mondi." dice Nicolas Vaporidis "I ragazzi della mia età sono italiani a tutti gli effetti e vivono come tutti quanti. Sono perfettamente integrati."
In Questa notte è ancora nostra lei e Massimiliano Bruno ricordate una coppia un po' in stile Blues Brothers: avete pensato al film diretto da John Landis?
Ci abbiamo pensato, certo, ma era più un riferimento visivo che altro. La musica c'è, ma non è quella. Il nostro è un film più corale. Fuori dal set sia io che Massimiliano Bruno giocavamo un po' ad imitare John Beloushi e Dan Aykroyd. Io non sono un cantante, ma mi divertiva, come attore, insieme a Massimiliano provare a imitare i Blues Brothers nel loro rapporto con la musica. Questo film racconta la storia di due ragazzi qualunque, due cialtroni che provano, senza riuscirci, a fare le rockstar e da qui nasce una commedia molto divertente.
Qual è il suo rapporto con la musica?
Del tipo maniacale. Appena mi sveglio la mattina attivo I-Tunes in maniera random sul computer. La stessa cosa in macchina e per strada con l'I-pod. Non sto mai senza musica e adoro tantissimi generi musicali. La musica è l'arte più nobile di tutte, perché è universale. Chi fa musica ha le chiavi dell'anima delle persone in mano. E' la cosa più potente del mondo.
Lei ha questo talento?
No, anche se mi sarebbe piaciuto tantissimo suonare e cantare. Purtroppo no, però, ascolto gli altri...
Questa è una commedia pura in cui, però, lei ha qualche momento più sentimentale. Cosa la diverte di questi personaggi rispetto a quello, certamente più drammatico, interpretato in Cemento armato?
Io adoro la commedia, partendo dal presupposto che questo genere cinematografico è qualcosa che a noi italiani riesce molto bene. Non ho mai capito chi dimostra dello snobismo rispetto ad un tipo di film che ha avuto interpreti incredibili come Mastroianni, Totò e Alberto Sordi. Mi piace molto interpretare commedie in cui vengono cambiati gli ingredienti, ma lo spirito resta sempre lo stesso. Come in questo film, adoro che attraverso storie leggere vengano veicolati dei messaggi importanti. Senza fare delle indagini sociologiche mi sembra utile che tramite dei film brillanti si parli anche di argomenti un po' più alti. Qui, ad esempio, si vede una Roma che non è soltanto di chi ci è nato, ma di chi ci vive. Il cinema delle commedie di oggi non è solo quello dei 'Moccia Boys' o delle 'Notti prima degli esami': si possono raccontare non soltanto le comunità cinesi, ma anche chi lavora, i ventottenni, chi studia, chi sta per avere dei figli. La commedia serve ad essere uno specchio della società e per quanto riguarda la mia vena di malinconia non deriva da una scelta cosciente. E' qualcosa che anche io trovo riguardandomi. Io volevo fortemente fare Cemento Armato e, se avrò altre occasioni, si tratta di film che mi piacerebbe interpretare tra una commedia e l'altra. La varietà è qualcosa che mi piace potere perseguire. Nel frattempo, però, film come Questa notte è ancora nostra mi rendono orgoglioso. Mi piace fare la commedia perché dà gioia e momenti di allegria, facendo riflettere. Ti emoziona. Per non parlare del fatto che quando fai certi film e la gente ride ti senti soddisfatto e in pace con te stesso. Sei contento della fatica che hai fatto nel tuo lavoro e questo tipo di soddisfazioni non hanno prezzo.