Harrison Ford ci ha abituati a una straordinaria regolarità nella sua filmografia: non più di un film all’anno, individuato tra i tanti copioni che gli vengono proposti, un ruolo attentamente scelto, sempre uno straordinario successo al botteghino.
Ford rappresenta nell’immaginario collettivo l’ultimo dei grandi attori di film d’avventura, l’Errol Flynn dei giorni d’oggi, l’eroe buono pronto ad affrontare il pericolo in nome dei propri ideali e dei propri valori.
Ormai aspettiamo l’annuale film di Harrison Ford come il compleanno o la festa del patrono, come l’occasione per vedere come sta il nostro eroe, se ha qualche ruga in più sul volto, se i suoi capelli sono sempre ben in piega e il suo sguardo è sempre buono e sicuro. E all’uscita dal film, sempre un buon intreccio narrativo, ci diciamo che forse il film non era proprio un capolavoro, però vale sempre il prezzo del biglietto vedere come sta il vecchio Harry.
Cosi tra lati e bassi, comunque sempre successi, Harrison Ford resta uno degli attori più pagati di Hollywood e costantemente in testa alle classifiche degli uomini più sexy del mondo. Dopo una carriera di una costanza disarmante chi può biasimarlo se adesso vive un po’ di rendita; del resto i registi continuano a contenderselo quasi che da solo il suo nome garantisse il successo del film: da Mike Nichols a Sidney Pollack, da Wolfgang Petersen ad Alan J. Pakula, da Robert Zemeckis a Kathryn Bigelow. Anche i suoi partner sullo schermo sono attentamente scelti: dalle vecchie glorie come Sean Connery ai nuovi divi come Bradd Pitt.
Certo per arrivare a tutto questo il nostro ha dovuto fare una buona gavetta (tra i suoi ruoli giovanili da comparsa da ricordare l’apparizione in Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni, 1970) fino al boom improvviso e inesorabile dovuto all’incontro con tre geni del cinema contemporaneo: George Lucas, Ridley Scott e Steven Spielberg. Tra il 1977 e il 1982 la fama di Harrison Ford assume dimensioni mondiali grazie a tre film che, per diversi motivi, restano nella storia del cinema: Guerre Stellari (1977), I predatori dell’arca perduta (1981), Blade Runner (1982).
In Guerre Stellari l’attore ha un ruolo da comprimario ma ruba la scena con il suo personaggio Han Solo. Il successo planetario del film e della saga (Ford interpreterà i due primi sequel: L’impero colpisce ancora del 1980 e Il ritorno dello Jedi del 1983) lo mettono in luce nell’ambiente cinematografico, e nel 1981 Steven Spielberg lo vuole nel ruolo dell’archeologo-avventuriero de I predatori dell’arca perduta. L’anno successivo ancora un film che ha fatto epoca: Ridley Scott lo chiama per il ruolo del cacciatore di replicanti in quello che diventerà uno dei film-culto più imitati e influenti del resto del millennio, Blade Runner. La consacrazione tra i divi di Hollywood avviene nel 1984 con Indiana Jones e il tempio maledetto, ancora diretto da Spielberg e ancora un successo straordinario di pubblico.
Nel 1985 arriva anche la candidatura al premio Oscar per il ruolo di protagonista nel film Witness – Il testimone di Peter Weir. Da questo momento in poi per Harrsion Ford si prospetta una carriera in discesa attraverso un susseguirsi di successi e ruoli “politicamente corretti”. Paradossalmente uno dei ruoli più riusciti tra i film recenti è quello del marito malvagio a fianco della bella Micelle Pfeiffer nel thriller hitchcockiano Le verità nascoste di Robert Zemeckis (2000).
E, nell’attesa di vedere cosa il nostro è ancora in grado di fare nel quarto episodio della saga di Indiana Jones, possiamo trovare il nostro eroe in Firewall – accesso negato, che lo vede alle prese con le pericolose insidie delle nuove tecnologie.