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    Io ballo da sola    
 
Titolo originale Stealing Beauty
Regia Bernardo Bertolucci
Interpreti Liv Tyler, Jeremy Irons, Carlo Cecchi, Stefania Sandrelli, Jean Marais
Paese, Anno Italia,1996

  La Trama
 Lucy, americana, figlia di una poetessa morta suicida, si reca in vacanza in Italia, in una villa immersa nella campagna senese, popolata di individui eccentrici e snob; la ragazza è alla ricerca del padre perché ha scoperto, leggendo una poesia materna, di essere stata concepita durante un soggiorno italiano. Muovendosi con grazia e sensualità, Lucy scatena la curiosità degli ospiti, ridesta desideri e attenzioni sopite nella cerchia dei sonnolenti intellettuali che si lasciano vivere senza emozioni e si mostrano morbosamente interessati solo alla verginità della giovane adolescente
  Extra
 Sponsor
 
  Recensione
Viaggio al centro della coscienza
Nel recensire con affetto e benevolenza Io ballo da sola, ennesima iniziazione di un'adolescente ai disarticolati movimenti della coscienza, tutti hanno dimenticato le lontane ma curiose affinità con un piccolo film invisibile di Roman Polanski, intitolato Che?, ambientato in una villa della costiera amalfitana in cui eccentrici intellettuali inseguivano, con aggressività sensuale, una timida e insicura ragazza americana.

I personaggi di Bertolucci, pensati con la complicità di Susan Minot, hanno smarrito i palliativi epicurei e le inquietudini esistenziali: si limitano a scrutare il nulla dalla quiete della campagna senese, immaginando una realtà inesistente e forse, ai loro occhi, mai esistita; la presenza di Marais, immancabile tributo del regista al cinema intimamente amato, diventa la personificazione di una casta elitaria che, smarrito il conforto delle ideologie, si lascia vivere trastullandosi oziosamente con l'"anomala" verginità di Lucy.



Bertolucci sceglie una dimensione serena, creando una possibile via di riconciliazione fra padri e figli e fotografa, in modo insistito, la disarmante energia dell'inesperienza e l'accettazione esistenziale della malinconia attraversata da superati, ma non dimenticati, dolori. Assumendo le sembianze di una scultura di Spender, il regista dimostra l'incapacità di raccontare l'Italia di oggi e accentua, in maniera banale e poco incisiva, aspetti dissonanti mettendoli a confronto con il rassicurante tepore dell'atmosfera della villa, irreale e ideale "isola che non c'è". Lucy, incarnazione vitale della sensualità inconsapevole, e dell'innocente incapacità di comprendere l' inganno degli sguardi, conserva in un piccolo diario il fragile ricordo di un amore sognato ma ricerca un equilibrio fra spontaneità e desideri nelle sofferenti e meditate parole di Alex.



Bertolucci segue la sua creatura con sguardo voyeueristico, a volte indecente, del sessantenne, montando ritmicamente le veloci immagini dei titoli di testa girate in video otto, e fotografa con invidia il personale desiderio di riacquistare una visione incontaminata, di eliminare scontati e sospettosi scetticismi verso i più giovani; prova, attraverso l'esasperata fisicità di Lucy, a ristabilire i contatti con una realtà dimenticata, dopo aver trovato rifugio in una nicchia rassicurante popolata da amici adoranti, divenuti però fantasmi evanescenti. Io ballo da sola è, dichiaratamente, un viaggio nella coscienza che riannoda con sbadato dinamismo i legami con le radici familiari ed emana la luce rassicurante, forse ingannevole, di una rappacificazione con la poesia e la matura spontaneità.


  Curiosità
Parole sante:

"Ma che ci faccio qui, fra tutti questi bei giovani?"
Stefania Sandrelli, giornalista morbida e matronale del clan anglo-senese.


L'attrice:



Liv Tyler, figlia del cantante degli Aerosmith Steve Tyler e della fotomodella Bebe Buell, ha debuttato a quattordici anni in un video del padre intitolato Crazy: la pazza sguaiata è proprio lei, sguardo luminoso e intenso, splendido ovale, larghe labbra morbide. Non somiglia a nessun altra, è con Io ballo da sola è diventata un prototipo dell'adolescenza vulnerabile, rabbiosa e casta. Bertolucci ne è rimasto folgorato, ne ha fatto il perno assoluto del film.

La giovanissima Liv - diciotto anni compiuti sul set - ha risposto docile, come fosse davvero la modella ideale di una scultura. Nel film è intensa e sfuggente. Difficile pensare che la sua precoce carriera si fermi ai confini del Chianti.


  03/02/2003
   
 
 
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