Titolo originale The Order Regia Brian Helgeland Sceneggiatura Brian Helgeland Interpreti Heath Ledger, Mark Addy, Benno Furmann, Shannyn Sossamon, Peter Weller Durata 100' Montaggio Kevin Stitt Musiche David Torn Scenografia Miljen Kreka Fotografia Nicola Pecorini Paese, Anno Usa, 2002 Produzione Craig Baumgarten & Michael Kuhn Distribuzione 20th Century Fox
La Trama
Da secoli esiste un Ordine religioso segreto all’interno della Chiesa. A seguito di alcuni omicidi inspiegabili, un sacerdote tormentato (Heath Ledger) avvia un’indagine che lo scaglia in un vortice di inimmaginabile malignità, dove l’omicidio si somma alla consapevolezza che esiste un destino peggiore della morte. L’indagine porta il sacerdote a incontrare il Divoratore di peccati, un personaggio chiave di un Ordine religioso antico e misterioso. Il ruolo dell’immortale Divoratore di peccati è quello di Dio in Terra: egli, infatti, assolve dai peccati coloro che sono stati scomunicati dalla Chiesa, lasciando così impunite molte delle colpe commesse. Gravato da secoli di male, il Divoratore di peccati brama il lusso della morte. Ma chi potrà mangiare i suoi peccati e assicurargli in tal modo la pace eterna? Chi porterà avanti la cupa tradizione dell’Ordine religioso? Man mano che scopre le risposte e si addentra nel vortice del male, il giovane sacerdote combatte per salvare la sua anima e quella della donna che ama.
L'antica regola secondo cui quando l'uscita di un film viene rimandata più volte, vuole dire - almeno sulla carta - che il film potrebbe avere dei problemi seri dal punto di vista produttivo e del risultato, sembrerebbe valere anche per La setta dei dannati a lungo conosciuto con il titolo di The Sin Eater ovvero 'Il mangiatore di peccati'. Costruito da Brian Helgeland come un thriller soprannaturale, La setta dei dannati sembra piuttosto un incrocio tra Uccelli di Rovo e uno dei più recenti film di Schwarzenegger Gli ultimi giorni in cui il caro vecchio Schwarzy prendeva a pistolettate perfino Satana in persona.
Qui, se proprio dovessimo rivolgere la pistola contro qualcuno, potremmo provare a chiedere 'con le buone' a Helgeland come è possibile dare vita ad una sceneggiatura tanto pasticciata che mescola elementi diversi per lo più inventati senza spiegare nulla e - soprattutto - dando tutto per scontato. 'Il prete bello' protagonista del film, Heath Ledger che dimostra in pieno i suoi vent'anni viene trattato come un agente segreto. Una sorta di Van Helsing in grado di fare cadere più cuori che anime che - a conferma della sua giovane età - dimostra un'incapacità radicale nel dimostrare ogni senso di spiritualità o maturità. Perché fa quello che fa? Non lo sappiamo. In cosa crede davvero? Mistero...
Per il resto la costruzione del film è talmente falsata da rendere il tutto estremamente incredibile. A partire dall'ordine dei 'carolingi' un gruppo di sacerdoti che non riconoscono il Concilio Vaticano II (e perché poi? Forse, un suggerimento dell'amico Mel Gibson per Helgeland?) e sono cacciatori di demoni. In più c'è questa figura mitica che emerge dal silenzio della Chiesa Cattolica: 'il mangiatore di peccati'. Un demone educato e gentile che si fa pagare (in opere d'arte e denaro per i suoi servigi...). Come se non bastasse l'affascinante Shannyn Sossamon diventa l'amante del prete che l'aveva liberata dal demonio. Ce ne è abbastanza per perdere ogni speranza...
Insomma tra un esorcismo e l'altro, la storia si dipana nel lento convincimento del 'mangiatore' nei confronti del giovane sacerdote a prendere il suo posto... Come se non bastasse Mark Addy (il simpatico attore un po' grassetto noto per il suo ruolo in The Full Monty) è scatenato nei panni dell'esorcista pronto a tutto che caccia i diavoli a colpi di crocefisso...
La setta dei dannati è un 'pasticciaccio' girato in Italia e realizzato sullo sfondo di una Roma autunnale. La più grande difficoltà sta nell'entrare in sintonia con la storia e con i personaggi. Così deprivati della 'suspension disbelief' ci troviamo inermi e annoiati dinanzi ad una narrazione costruita in maniera grossolana e poco credibile, proprio perché essendo tutto inventato non ci resta nulla cui aggrapparci.
Nonostante l'impegno degli attori la cosa peggiore resta probabilmente la regia di Helgeland che fa acqua da tutte le parti. Meno male che nel frattempo ha fatto in tempo a scrivere la sceneggiatura di Mystic River. Almeno abbiamo noi un motivo per assolverlo parzialmente dai suoi peccati. Almeno da quelli cinematografici...
Curiosità
Viaggio (del terrore) in Italia
La setta dei dannati è stato girato interamente in Italia. Tra le location di maggiore prestigio vi sono il sontuoso Palazzo Taverna, in cui sono state realizzate le riprese in interni della dimora del Divoratore di peccati, e la splendida Villa Adriana, l’enorme complesso di ville romane, in cui il dipartimento artistico ha creato un cimitero, dove Alex seppellisce segretamente il suo mentore scomunicato. Per le riprese in esterni della dimora del Divoratore di peccati, è stata scelta l’imponente Villa Aldobrandini, residenza privata costruita secoli or sono dalla famiglia papale che le dà il nome. Il gruppo si è quindi trasferito per una settimana a Napoli e Caserta per potersi avvalere delle bellezze di due magnifici edifici. La grandiosa Reggia di Caserta, originariamente una delle residenze dei Borbone, che gareggia con la maestosa Versailles e che alcuni hanno definito il più bel palazzo reale del mondo, si è prestata a rappresentare gli interni del Vaticano nella scena in cui Alex chiede l’affidamento dell’indagine per scoprire se il rituale del mangiare i peccati sia sopravvissuto fino ai giorni nostri. L’altro edificio utilizzato, anch’esso in origine appartenente ai Borbone, è il Palazzo reale di Napoli, che ha ospitato le stanze da letto di un miliardario inglese che implora il Divoratore di peccati di salvarlo. Di ritorno a Roma, e ormai al giro di boa del programma di lavorazione, la produzione si è fermata a Cinecittà, nei mitici studi cinematografici in cui celebrità come Fellini e altri hanno prodotto i loro capolavori e dove sono state realizzate produzioni internazionali leggendarie come “Ben Hur”, “Quo Vadis”, “Guerra e pace” (War And Peace), “Cleopatra” e “8 1/2”. Poiché la Chiesa cattolica non avrebbe mai permesso a una casa di produzioni cinematografiche di accedere alla sacralità di San Pietro, la basilica è diventata la principale sfida e il maggiore traguardo raggiunto dallo scenografo Miljen Kreka Kljaković. Lo scultore Giovanni Gianese ha riprodotto fedelmente in styrofoam statue giganti del Bernini e di altri grandi del passato. Le statue, sovrastanti gli enormi pavimenti in finto marmo, le colonne e gli altari, hanno abbagliato perfino coloro che avevano maggiore familiarità con il Vaticano. Questo capolavoro di set è stato costruito nel più ampio teatro di posa di Cinecittà, il Teatro 5, quello preferito da Fellini.