Il film racconta in modo piuttosto dettagliato gli ultimi anni di vita del bandito Jesse James, che tra il 1881 e il 1883 smette di fare rapine col fratello e si ritira in un villaggio del Missouri sotto il falso nome di Thomas Howard: con lui qualche compare di passaggio, la moglie, i due figli, tre proiettili in corpo, due falangi di meno a una mano. E come si capisce dal titolo originale della pellicola c’è in particolare un altro personaggio a contendere la scena al bandito, colui che anche a questo scopo arriva al punto di ucciderlo, sparandogli di spalle, il codardo Bob Ford.
Il regista Andrew Dominik adatta il libro di Ron Hansen grazie alla generosità produttiva di Brad Pitt (e dei fratelli Scott) prendendosi qualche piccola libertà stilistica che avrebbe addirittura fatto tardare l’uscita del film ma costruendo un’opera tutto sommato molto classica nel suo impianto narrativo, a partire dalla scelta di mettere in primo piano una vera e propria voce narrante. La narrazione della fine di Jesse, di come sia arrivato il momento della sua morte è così messa in scena secondo il principio di causa ed effetto, che la pellicola segue fino in fondo nonostante qualche inserto contemplativo.
Non manca poi un piuttosto facile approfondimento psicologico che si dedica ad entrambi i protagonisti: Jesse James appare una figura arrivata al capolinea, parla di suicido e mette in scena la propria morte molto più di quanto non faccia il suo assassino; quest’ultimo, messo in condizione di essere quasi costretto a sparargli, è il fragile ed emarginato ragazzo cresciuto col mito del più anziano “fedele sudista” Jesse. E nel finale del film si racconta anche quanto gli costerà il gesto fatale, in un’America già in parte spettacolarizzata.
“Western crepuscolare”, quindi, che in diverse scene diventa anche notturno e che rispetta scrupolosamente la regola secondo cui il genere vuole ampie dilatazioni temporali e ambientazioni di ampio respiro. È perciò possibile che il film non deluda i fan del genere e del fuorilegge che ancora resistono sparsi per il mondo, e che saranno disposti ad aspettare per oltre due ore e mezza un finale noto fin dal principio. Per tutti gli altri, compresi i fan di Pitt qui non certo al meglio in quanto a glamour e makeup, è forse meglio girare alla larga.