Titolo originale A Mighty Heart
Regia Michael Winterbottom
Sceneggiatura John Orloff dall’omonimo libro di Mariane Pearl
Interpreti Angelina Jolie, Dan Futterman, Irrfan Khan, Denis O'Hare, Archie Panjabi, Will Patton, Adnan Siddiqui, Gary Wilmes
Durata 108’
Montaggio Peter Christelis
Musiche Harry Escott, Molly Nyman
Scenografia Mark Digby
Fotografia Marcel Zyskind
Paese, Anno USA, 2007
Produzione Paramount Vantage, Plan B Entertainment, Revolution Films
Distribuzione UIP
La Trama
È il 23 gennaio 2002 e Daniel e Mariane Pearl, entrambi giornalisti, si trovano a Karachi nel Sud del Pakistan: lui è inviato del Wall Street Journal, lei è al quinto mese di gravidanza ma ancora in piena attività. I due si separano per svolgere le loro quotidiane interviste in giro per la città, ma quella sera Daniel non torna a casa…
Fortemente voluto dalla star Angelina Jolie e dal marito Brad Pitt, e presentato Fuori Concorso all’ultimo Festival di Cannes, A Mighty Heart è una pellicola che ha sollevato qualche dubbio nei critici per il sospetto di un’operazione tutta “divistica” ma che sinceramente non merita di essere maltrattata. L’intelligenza produttiva della coppia conosciuta come “brangelina” ha voluto affidare il progetto a uno dei pochi registi occidentali che ha avuto il coraggio di lavorare nelle regioni in cui si è consumata la drammatica vicenda raccontata dal film, quel Michael Winterbottom già Orso d’Oro a Berlino per Cose di questo mondo (2002), girato in parte in Afghanistan come il recente A road to Guantanamo (2006).
A Mighty Heart è ambientato quasi interamente in Pakistan e nella città di Karachi, teatro del rapimento del giornalista Daniel Pearl e in testa alle notizie d’agenzia ancora ieri mattina a causa di scontri sanguinosi tra dimostranti e la polizia di Musharraf, che anche allora guidava il paese. Winterbottom si affida a una sceneggiatura molto solida che tratta però col suo stile ormai consueto, girando “in sequenza”, e cercando di ricostruire un effetto di “presa diretta”: molta macchina a mano negli interni e tra le caotiche strade della città pakistana, molta abilità nel costruire un film corale e nel seguire con ritmo sostenuto tutti i rivoli delle frenetiche indagini che prendono il via poche ore dopo la scomparsa di Pearl.
È questa, quasi al suo meglio, la capacità del cinema di raccontare non solo cronologicamente ma anche per immagini, associazioni e flashback la scomparsa di un uomo dal grande cuore e la sua continua presenza in quello della moglie. Nulla di straordinario ma tutto quello che ci voleva per raccontare questa storia a chi non la conosceva, come al figlio dei Pearl, Adam che non ha mai incontrato suo padre, che ora ha cinque anni e a cui il film è esplicitamente dedicato.
Il film pone anche tutta una serie di problemi di politica internazionale, oltre a quelli interni al Pakistan anch’essi ancora irrisolti. Su certi passaggi non possiamo che fidarci della autenticità della ricostruzione storica degli autori, ma almeno per un’ora e quaranta siamo catapultati nella vera Karachi (e su set limitrofi) e il viaggio ci dà l’illusione di poter capire qualcosa di più delle difficili contraddizioni del nostro contemporaneo mondo.
Curiosità
Pare che l’idea del film sia venuta proprio aBrad Pitt, che appena finito di leggere il libro di Mariane Pearl ne ha acquistato i diritti e ha iniziato a prepararne la produzione. Anche Angelina Jolie aveva amato molto il libro, ma l’idea di interpretare la pellicola le venne quando si ritrovò ad essere incinta come la protagonista a poche settimane dalle riprese, e solo dopo l’approvazione della signora Pearl.