Cerca con Google
powered bycinE-motion
Primevisioni
Interviste
News
Intersezioni
Dossier
Festival
Cinema e Libri
Bit Generation
Onde Sonore
DVD
Link

    CINEMA
    CineCharacters
    CineCulture
    CineDoc
    CineGossip
    CineLudico
    CineSonoro
    CineWeb
    CineXtreme
 

    Jessica Alba
    Antonio Banderas
    Monica Bellucci
    George Clooney
    Penelope Cruz
    Johnny Depp
    Leonardo Di Caprio
    Scarlett Johansson
    Brad Pitt
    Charlize Theron
 

        La redazione
 Iscriviti alla Newsletter

 La tua mail

Informativa Privacy
 Invia ad un amico
 Il tuo nome 
 La sua mail 
    Be Kind Rewind       Le altre Primevisioni
 

Titolo originale Id.
Regia Michel Gondry
Sceneggiatura Michel Gondry
Interpreti Jack Black, Mos Def, Danny Glover, Melonie Diaz, Mia Farrow, Sigourney Weaver
Durata 94 min.
Montaggio John Buchanan
Musiche Jean-Michel Bernard
Scenografia Dan Leigh
Fotografia Ellen Kuras
Paese, Anno Usa 2008
Produzione Gorge Berman

  La Trama
 Secondo alcuni degli abitanti di Passaic (New Jersey) la capitale del jazz negli anni ’30 era la loro cittadina e non certo Harlem, grazie alla presenza in loco del genio pianistico precocemente scomparso di Fats Waller (1904-1943). Oggi però le cose sono cambiate, il jazz non va più di moda, i giovani del luogo sognano New York e frequentano Blockbuster, ignorando la piccola videoteca “Be Kind Rewind”…
  Extra
 Sponsor
 

Il sito ufficiale del film


  Recensione

Be Kind Rewind è il gentile invito e il nome di una piccola videoteca di Passaic (New Jersey), sopra la quale, come il proprietario racconta da decenni, è forse vissuto il leggendario jazzista Fats Waller, morto ormai da più di sessant’anni su di un treno che lo portava a Kansas City. Sono però giorni duri per il jazz, per il cinema e per il piccolo negozio di vhs, sempre meno frequentato, il cui stabile pericolante sarà presto abbattuto dal comune, a meno di un miracolo.

Be Kind Rewind è quindi anche un invito esplicito a guardarsi indietro, a non abbandonarsi alla trascuratezza dominante al giorno d’oggi una volta che finito il film non sembra ci sia più niente da fare.

È cosi appropriato ricorrere ancora una volta alla efficacia definitoria della triade di caratteri che l’antropologo Marc Augé ha assegnato al concetto di luogo: che dev’essere “storico, relazionale e identitario”, com’è stata e come potrebbe ancora essere la piccola videoteca di Passaic se i cittadini del luogo si dessero da fare per conservare il suo glorioso passato e dare nuovo senso al suo presente.

Insieme al proprietario, Mr. Fletcher, e a pochi clienti affezionati, solo il semi-disoccupato Mike e lo strambo Jerry, che vive a pochi metri da una centrale elettrica ed è un bel po’ “fulminato”, sembrano essere intenzionati a fare qualcosa, un qualcosa che consiste nel rimettere in scena la propria memoria collettiva e che ha a che fare tanto con l’improvvisazione e la jam session jazzistica quanto col cinema.

Tutto inizia con Gosthbuster e Rush Hours 2 e A spasso con Daisy, e si tratta insomma di rigirare da soli tutte le decine di film della videoteca cancellati in un sol colpo dal “magnetico” Jerry, un Jack Black che assomiglia come una goccia d’acqua al giovane Michael Moore, in versione squilibrata. Purtroppo è noto che pellicole e nastri, il cinema in quanto tale, hanno una vita piuttosto breve. E di nuova memoria c’è sempre bisogno, anche creativamente rielaborata.

Operazione che nel gergo americano viene definita “to swend”, “blobbarsi per redimersi” potrebbe dire il poeta e critico Tommaso Ottonieri.

Gondry avrebbe la fantasia e i mezzi per stupirci con ogni sorta di effetti speciali, ma non lo fa quasi mai, restando fedele al gioco del “fatto in casa” e del “basso profilo”: i protagonisti infatti girano tutto in vhs, non si sognano neppure di usare cellulari o di mettere i loro video su Internet (dove peraltro attualmente vi sono tutti, anzi, ce n’è anche alcuni non inseriti nel film), e la loro avventura è bella proprio per la sproporzione in senso amatoriale di quel che i due e i loro compagni d’avventura riescono a creare basandosi su alcuni dei più grandi blockbuster americani (la memoria collettiva di un’intera generazione), cosa gli studios di Hollywood non potranno tollerare…

Come in L’arte del sogno l’invito esplicito che viene dal film è quello di sognare e non da soli, ma col più alto numero di persone possibili. La comunità della cittadina di Passaic, che esiste realmente e che è bello pensare sia stata direttamente coinvolta nel film, si ritrova infatti quasi al completo grazie alla creatività di un paio di persone, considerate dai più come un po’ “spostati”. Ed è questo ritrovarsi il vero centro del film, al di là del destino, sia quel che sia comunque felice, della piccola videoteca “Be Kind Rewind”, e della memoria di un grande jazzista detto “Fats”…

  18-02-08
   
  Certamente, forse
In Bruges – La coscienza dell’assassino
Gomorra
Superhero Movie
Alla scoperta di Charlie
Mongol
Notte brava a Las Vegas
Slipstream
Carnera - La montagna che cammina
Cargo 200
Caccia spietata
Speed Racer
Chiamami Salomè
Sopravvivere coi lupi
Racconti da Stoccolma
Sotto le bombe
The Hunting Party
Iron Man
Saw IV
Il treno per il Darjeeling
La sposa fantasma
Un amore senza tempo
Tutti pazzi per l’oro
I demoni di San Pietroburgo
L’altra donna del re
Ortone e il mondo dei Chi
L'amore non basta
L'ultima missione
21
Il matrimonio è un affare di famiglia
La velocità della luce
10 cose di noi
Interview
Oxford Murders - Teorema di un delitto
Torna in alto
© DADA S.p.A. 1995-2006
Pubblicità su questo sito - Policy community - Tutela dei minori - Internet gratis - Informativa Privacy