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Titolo originale Id.
Regia Toni D'Angelo
Sceneggiatura Toni D'Angelo, Salvatore Sansone
Interpreti Riccardo Zinna, Nino D'Angelo, Alfonso Postiglione, Luigi Iacuzio, Stefania Troise, Salvatore Sansone
Durata 90'
Montaggio Letizia Caudullo
Musiche My own parasite - Drumz Addicted
Scenografia Daniela Angelo e Carmine Guarino
Fotografia Rocco Marra
Paese, Anno Italia, 2007
Produzione Annamaria Gallo e Vincenzo D'Angelo
Distribuzione DI.ELLE.O srl

  La Trama
 Quattro quarantenni borghesi, Riccardo, Alfonso, Salvatore e Annamaria, originari di Napoli ma residenti in altre città d'Italia per questioni lavorative, tornano in città per i funerali di Antonio, caro amico di vecchia data. Ad avvertirli è Luigi, ex avvocato riciclatosi cantante cocainomane, che li traghetta in una nottata di sbandi ed eccessi, dove ognuno troverà il modo di guardare in faccia le proprie paure e disseppellire i propri scheletri. Intanto, un tassista paziente e generoso li trasporta e, nel frattempo, si mette ad ascoltarli.
  Extra
 Sponsor
 

Il sito ufficiale del film

 


  Recensione

Esordio curioso, quello di Toni D’Angelo, classe 1979, una passione per Abel Ferrara da una parte e un padre famoso dall’altra. Del primo è stato assistente, il secondo l’ha diretto in alcuni videoclip, fino al salto di qualità sul grande schermo con un’opera autoprodotta e tecnicamente zoppicante, la difficile Una notte. Difficile per più aspetti, a partire dalle tematiche affrontate.

A breve distanza da Biutiful cauntri, ecco un altro film che, stavolta attraverso il linguaggio più confortante della fiction, prende in considerazione le ombre di Napoli, filtrandole attraverso lo sguardo disincantato di una galleria di personaggi accomunati dal senso del fallimento. Se la trama non spicca per originalità (quattro uomini, più una lady, tutto in una notte, si rincontrano e si ricordano), l’introspezione psicologica dei personaggi fa la differenza. Al di là della discutibile scelta di mantenere i nomi propri degli attori che li interpretano, i quattro ex-napoletani, residenti altrove per lavoro e costretti a confrontarsi nuovamente dalla realtà da cui sono fuggiti, regalano uno spaccato di analisi sociale ed esistenziale se non altro interessanti.

A partire da Riccardo, interpretato intensamente da quello Zinna di recente visto nel Rabdomante di Cattani, che si trascina da Milano un carico di sentenze e giudizi feroci sulla città natale, scudo dialettico sotto cui nascondere problemi economici e personali gravissimi. A fargli da spalla, un energico Nino D’Angelo, tassista generoso e ciarlone, chiamato a rappresentare l’unica altra faccia (forse troppo buonista) di una Napoli altrimenti dipinta come squallida e solitaria. Una città asfissiata dai suoi rifiuti, immortalati da una macchina da presa che talvolta resta fissa su di loro, quasi ad evocare un parallelismo immediato con i personaggi stessi, scarti di una società che stenta a soddisfarli.

Ne è esempio eclatante Alfonso, un bravissimo Postiglione nei panni di un ingegnere che sembra ricalcare lo stereotipo dell’avaro, il tirchio per antonomasia poco attraente fisicamente e ancor meno umanamente, per poi rivelarsi figura forte e a tutto tondo, incapace di uscire dalle proprie fisiologiche insicurezze, ma anche di abbandonare ferrei valori. Non fa altrettanto Luigi, il fascinoso Iacuzio autore della struggente canzone finale, che cede a sfrenatezze e trascina tutti, compresa una coppia di (ex)amanti,  in “una notte” dissoluta, spesa fra festini e ricordi malinconici.

Figlia di un cinema indipendente e dei problemi evidenti di un low-budget, l’opera prima di Toni D’Angelo, malgrado difetti non trascurabili, vanta interpreti credibili e ha il merito di concentrarsi su una realtà difficile da trasporre in pellicola: prima che Napoli e tutti i suoi problemi, l’irrecuperabile fragilità umana.

  Curiosità
Un film realizzato dalla famiglia d'Angelo al gran completo: Toni regista, Nino protagonista, sua moglie portatrice di termos di caffè sul set, Vincenzo produttore. Ad aiutarli, il cast, che fra le altre cose si è improvvisato team di sceneggiatori. Non solo Salvatore Sansone, co-autore con Toni D'Angelo, ma anche gli altri attori hanno voluto aggiungere e metter mano alle battute.
  13/03/2008
   
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