Più che per meriti propri, il successo al botteghino (per adesso americano, ma vedremo altrove) di Spiderwick - Le cronache, nasce dall’onda lunga di Harry Potter, Il signore degli anelli e del rinnovato interesse per la letteratura, prima che del cinema, fantastico e per ragazzi. Una tendenza molto più marcata negli Stati Uniti e nel Nord Europa ma che da qualche tempo influenza fortemente il mercato editoriale e cinematografico mondiale.
Adattamento di una popolare serie di romanzi firmati da Nancy Black e Toni Di Terlizzi, il film di Mark Waters si rivolge principalmente a un pubblico infantile anche se non rinuncia a giocare, specie nelle scene iniziali, con l’horror, altro genere recentemente rilanciato al cinema nella sua versione teen ager e depoliticizzata. Ma l’immaginario lovecraftiano della casa stregata del New England cede presto il passo a un immaginario fantastico fatto di fate, hobgoblin e orchi cattivi.
Probabile che molte delle buone intuizioni del film fossero già presenti nel libro, prima fra tutte quella, non originale ma sempre efficace, del mondo “parallelo” di spiriti e folletti che vivono accanto agli esseri umani che però riescono a vederli solo in circostanze speciali. Visivamente abbastanza ricco, specie nella seconda parte, il film ha però il difetto di una sceneggiatura un po’ prevedibile e una durata forse troppo corta per sviluppare appieno tutte le potenzialità del libro.
Anche la recitazione un po’troppo agitata dei personaggi e la sproporzione tra le scene nel mondo reale (lunghissime e visivamente meno impressionanti) e il regno dei Sylphs dove vive Spiderwick penalizzano gli sforzi grafici e di animazione che invece potevano essere la forza del film. Ma non c’è da disperarsi, tutto lascia credere, visto l’investimento economico e la “serialità” dei romanzi cui è ispirato il film, che non si tratterà di un unico episodio. Per intanto è già uscito un videogame.
Infinito, visto il genere, l’elenco dei riferimenti celebri: alcune “soggettive” dei mostri che si avvicinano alla villa ricordano il Dracula di Coppola e il tema dei viaggi tra i due mondi (peraltro a cavallo di uno strano uccello) attraverso un libro magico ricorda La storia infinita, anche se in entrambi i casi i puristi storceranno il naso.
Abbastanza anonime, per finire con gli attori, le performance di Nick Nolte nel ruolo del cattivo Mulgarath e di David Strathairn, il bravo protagonista di Good Night and Good Luck, in quello di Spiderwick.