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Titolo originale Gone Baby Gone
Regia Ben Affleck
Sceneggiatura Ben Affleck e Aaron Stockard dal romanzo di Dennis Lehane
Interpreti Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman, Ed Harris, Amy Ryan, John Ashton, Amy Madigan, Titus Welliver
Durata 115 min.
Montaggio William Goldenberg
Musiche Harry Gregson- Williams
Scenografia Sharon Seymour
Fotografia John Toll
Paese, Anno Usa 2007
Produzione LivePlanet, Miramax Films, Ladd Company
Distribuzione Walt Disney Studios Motion Pictures Italia

  La Trama
 Coppia nella vita e sul lavoro, i due detective privati Patrick Kenzie e Angela Gennaro sono ingaggiati da Beatrice Mac Ready per ritrovare la nipotina Amanda di quattro anni, misteriosamente rapita a Boston. Insieme ai detective Bressant, Poole e il capitano Doyle condurranno un’indagine attraverso gli oscuri meandri della città, del corpo di polizia e dell’animo umano.
  Extra
 Sponsor
 

Il sito ufficiale del film

Il sito italiano del film


  Recensione

In una delle stagioni più ricche degli ultimi anni per il cinema statunitense ci mancava solo l’esordio di un attore criticato e discontinuo come Ben Affleck per aggiungere l’ennesimo film di valore a una lista in cui si trovano già gli ultimi lavori dei vari fratelli Coen, Sean Penn, Paul Thomas Anderson e Sidney Lumet. Senza avvicinarsi al loro livello, l’esordiente Affleck ha però creato una delle sorprese della stagione e il merito è forse nella scelta e nella capacità di adattamento del romanzo omonimo di Dennis Lehane, vendutissimo giallista cattolico e bostoniano, già autore di quel Mystic River portato sullo schermo da Clint Eastwood.

E proprio a quest’ultimo film rimanda inevitabilmente Gone Baby Gone, ambientato in quel quartiere irlandese di Boston recentemente rievocato anche da Scorsese in The Departed. Un quartiere dove ancora dominano i legami familiari e di amicizia e che nasconde una sozzura morale in cui la droga e la violenza sono flagelli striscianti che prendono anche le forme della pedofilia e dell’omicidio, come nel film di Eastwood.

Proprio intorno alla particolarità del quartiere ruota l’intreccio poiché i due protagonisti vengono coinvolti nell’inchiesta in virtù della loro conoscenza intima del quartiere dove è avvenuto il rapimento e all’interno del quale si svolgerà tutta la vicenda. E una storia di famiglia è anche quella della lavorazione del film: già autore di Good Will Hunting insieme all’amico Matt Damon, Ben Affleck si è qui affidato a un altro amico d’infanzia, l’esordiente sceneggiatore Aaron Stockard, e al fratello Casey (che di profilo gli assomiglia in maniera impressionante) per il ruolo di protagonista.

Anche se il vero protagonista sono in realtà i vecchi quartieri di Boston, sulla cui multiforme umanità indugia l’occhio dell’autore, attraverso inquadrature quasi documentaristiche sui marciapiedi o sulle verande di legno. Una città che ultimamente sembra quasi aver affiancato New York come capitale della vecchia criminalità east coast e qui mostrata come un luogo dove tutti nascondo segreti inconfessabili e dove i drammi esplodono in casa o dentro bar squallidi nei quali anche di giorno domina la luce artificiale.

Un luogo adatto, insomma, per raccontare una storia di tradimenti e parlare con sfumature cristiane di senso di colpa, redenzione e responsabilità, come dimostra chiaramente il finale. L’entusiasta critica americana e quella francese ha in molti casi incensato il film, definendolo addirittura un neo- noir attribuendogli così caratteri di originalità che forse non ha. Ma anche senza il “neo-” si tratta di un film di genere molto ben realizzato e in cui paga la scelta di utilizzare attori noti come Ed Harris e Morgan Freeman nei ruoli di contorno (straordinaria e premiatissima Amy Ryan nel ruolo della madre scombinata e drogata) mentre i due protagonisti sono incarnati da volti meno immediatamente riconoscibili.

Una cinematografia non vive solo di capolavori ed è spesso il livello medio dei suoi film “di genere” che ne garantisce la salute artistica. E il cinema americano di oggi, pur con tutti i suoi difetti, dimostra proprio attraverso la solidità dei suoi noir (per non parlare delle rivisitazioni di questo filone) un livello di solidità che altri paesi, l’Italia in primis, si sognano proprio a causa di una cronaca incapacità a confrontarsi con il “genere”.

  Curiosità
L’uscita britannica del film era prevista per il 28 dicembre 2007 ma le somiglianze della sceneggiatura col celebre caso della piccola Madeleine Mc Cann hanno suggerito di rimandare il momento allo scorso 18 marzo.
  06-04-08
   
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