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    Shoot’em Up - Spara o muori       Le altre Primevisioni
 

Titolo originale Shoot’em Up
Regia Michael Davis
Sceneggiatura Michael Davis
Interpreti Clive Owen, Paul Giamatti, Monica Bellucci, Stephen McHattie
Durata 86 min.
Montaggio Peter Amundson
Musiche Paul Haslinger
Scenografia Gary Frutkoff
Fotografia Peter Pau
Paese, Anno Usa 2007
Produzione Angry Films, New Line Cinema
Distribuzione Eagle Pictures

  La Trama
 Quando Mr. Smith si ritrova con un neonato tra le braccia e un plotone di spietati killer che cercano di ucciderlo, l’unica alternativa è tra sparare o farsi sparare. Essendo però un killer anche lui a ogni sua mossa sono gli inseguitori a essere sempre più in pericolo. E per badare al bambino, chi meglio di una prostituta italiana che per i suoi i clienti è semplicemente “la Mamma”?
  Extra
 Sponsor
 

Il sito ufficiale del film

Gli story board animati di alcune scene del film

Il blog ufficiale di Monica Bellucci

L’intervista a Monica Bellucci


  Recensione

Dopo essere uscito senza troppo successo negli Usa e in Francia ormai sette mesi fa, arriva infine anche in Italia questo Shoot’em Up, accompagnato da un discreto battage pubblicitario condotto con piglio dalla nostrana star da esportazione Monica Bellucci. Ed è notizia di ieri, attesa da chi aveva già visto il film, che la pellicola sta uscendo nelle nostre sale col divieto ai minori di 14 anni. Il “thriller rock’n roll” - come ha imparato a definirlo la protagonista nella promozione italiana - non trascura infatti il sesso, anzi. E c’è da essere sicuri che la commissione censoria ha deliberato in tal senso per le poche scene quasi-hard del film, e non certo per la caterva di morti violente che si affastellano un minuto dopo l’altro e che non sembrano turbare più nessuno.

Tra le righe di Shoot’em Up è sì chiaramente leggibile una certa critica alla violenza e alla società dei profitti ad ogni costo, ma il tono sovraeccitato della pellicola e un finale non tanto riuscito quanto a idee, a parere di chi scrive, rendono il tutto meno incisivo di quel che avrebbe potuto essere. Tra i difensori del genere c’è chi sostiene che il gioco al massacro che il film mette in scena è così eccessivo da non poter essere preso sul serio o criticato.

Sarà, ma pur avendo tutti giocato a contare la tipologia delle ferite mortali e il numero di morti ammazzati in ogni scena dei film di John Woo di quindici o venti anni fa ci era inevitabile poi commuoverci per il pathos che quelle pellicole riuscivano a comunicarci.

Perciò, quando l’autore e regista afferma di essersi ispirato per questo film proprio ad Hardboiled di Woo, ci sembra giusto far notare come nello spettacolo di Spara o muori non ci sia nulla di autenticamente drammatico: si sa fin dal principio che se anche “il buono” non è poi così buono, a morire saranno solo “i cattivi” e tutti gli altri alla fine vivranno più o meno felici e contenti: e allora, dagli al cattivo.

La vena più umana della vicenda è affidata al neonato che ne è la causa scatenante, ma che viene per lo più sballottato qua e là come un fagotto inanimato, e al personaggio della prostituta “Donna Quintano” detta DQ ma conosciuta soprattutto come “Caffè della Mamma”, per l’instancabile attività delle sue mammelle, ebbene sì, con cui fanno colazione e merenda clienti di ogni età.

Basti aggiungere a questo il fatto che le sue battute (per lo più improperi) nella lingua di Dante siano diventate napoletano nell’improbabile doppiaggio italiano e si avrà una buona prova della cifra cartoonesca del film. Tutti i personaggi sono sfacciatamente macchietistici e tra la prostituta Bellucci e il “Mr Smith” bello e assassino c’è da scoprire una volta per tutte il talento sottile e lampante di Paul Giamatti, alias “Hertz”, cioè il cattivo della porta accanto, l’uomo d’affari che lavora per un uomo d’affari i cui affari sono armi di ogni specie o all’occorrenza sperimentazioni genetiche.

Questo personaggio e il realismo dell’ambientazione in scorci urbani degradati di Toronto e Montreal sono forse gli elementi meno scontati del film, che ci dicono qualcosa sugli spettri dell’americano medio, al di là dei suoi sogni erotici movimentati da piogge di pallottole.

  Curiosità
Per una delle scene d’azione più mirabolanti del film, quella dello scontro a fuoco tra il protagonista e i sicari che lo inseguono in caduta libera da un aeroplano, la troupe ha richiesto l’aiuto del Cirque du Soleil. Gli specialisti del Cirque hanno fornito alla produzione alcune speciali carrucole con cui sono stati fatti “volare” gli interpreti della sequenza, per girare la quale ci è comunque voluta un’intera settimana di lavoro.
  11-04-08
   
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