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    In Bruges – La coscienza dell’assassino       Le altre Primevisioni
 

Titolo originale In Bruges
Regia Martin McDonagh
Sceneggiatura Martin McDonagh
Interpreti Colin Farrell, Brendan Gleeson, Ralph Fiennes, Clémence Poésy, Jordan Prentice
Durata 101 min.
Montaggio Jon Gregory
Musiche Carter Burwell
Scenografia Michael Carlin
Fotografia Eigil Bryld
Paese, Anno Belgio, GB 2008
Distribuzione Mikado

  La Trama
 Poiché la loro ultima missione non è andata a buon fine, Ray e Ken, due killer a pagamento londinesi, vengono allontanati dal loro capo, Harry, in modo da far calmare le acque. I due trovano riparo a Bruges, in Belgio, dove si recano per un paio di settimane a fare i turisti. Durante il loro soggiorno nella cittadina, Ray e Ken incontrano una serie di bizzarri personaggi e per il problematico Ray il destino ha in serbo anche un incontro d'amore. Tuttavia, quando Harry si rifarà vivo, la vacanza spensierata dei due killer prenderà una svolta decisamente meno serena.
  Extra
 Sponsor
 
  Recensione

Perla intatta del Medioevo fiammingo, Bruges pare la cittadina delle fate: canali e ponti in pietra, casette fiabesche e scorci suggestivi, cigni e piazzette accoglienti. La vera trovata della seconda opera cinematografica del giovane drammaturgo irlandese Martin McDonagh è lo stridente contrasto tra la sonnacchiosa atmosfera belga e la tensione repressa di due killer in esilio, un cortocircuito foriero di caos e violenza.

L’origine teatrale dello sceneggiatore/regista si avverte nella concentrazione drammaturgica, quasi da teatro da camera, nell’utilizzo della città in funzione di palcoscenico allestito come perfetta architettura scenografica, nei dialoghi brillanti e surreali, nel dolore del rimorso sotteso anche ai momenti più divertenti. Perché In Bruges è parecchio divertente, surreale e sanamente scorretto: Colin Farrell, oltre ad aver ammazzato un prete ed un bambino, mena donne, nani e canadesi, ambedue i killer utilizzano generosamente droghe ed alcool ed i proiettili fischiano incuranti in piazze gremite di turisti.

Sospeso in un’atmosfera da fiaba noir, spesso quindi assolutamente inverosimile, il film funziona soprattutto grazie alle straordinarie prove dei tre protagonisti, dolente, stranito e bravissimo Colin Farrell, come l’ottimo Brendan Gleeson, malinconico ed imponente, e lo psicopatico Ralph Fiennes, gelido e ciecamente guidato da un perverso senso dell’onore. Tre caratteri splendidamente tratteggiati dall’eccellente sceneggiatura, così come i personaggi di contorno, una spacciatrice dal cuore d’oro, un rapinatore skinhead ed un attore nano, tossico e razzista.

Il tutto calato negli ovattati silenzi delle stradine in acciottolato, nel sereno sciabordìo dei romantici canali. McDonagh riesce a mantenere miracolosamente in equilibrio la narrazione tra dramma e commedia, noir e pulp, spasso e malinconia, senza cedere alla tentazione della facile macchietta, né del finale consolatorio: un piccolo film elegante e curato, pieno zeppo di idee e spunti, in bilico tra vitalità esplosiva e desolazione esistenziale. Futuro cult.

  18-05-08
   
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